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The dark side of the moon

Date: 22 marzo 2013 at 09:19- by Patty- Posted in Creative, Design, Musica, Varie and tagged , , - Comment(s): 0

 

“The dark side of the moon” compie 40 anni e i Pink Floyd festeggeranno coi fans il 24 marzo su Twitter.

Il disco è quello che ha fatto diventare i Pink Floyd LA band per eccellenza: con più di 47 milioni di copie vendute, con 741 settimane consecutive di presenza nella classifica di Billboard, è diventato più di un caposaldo della musica del Novecento.

Non parleremo qui della musica, novità assoluta per l’epoca e miracolo del giovane tecnico del suono Alan Parson, ma della copertina. Perché se domandate a chiunque sia stato giovane negli anni Settanta, Ottanta e forse anche Novanta, vedrete che si ricorderà magicamente questa copertina nera con un triangolo e un fascio di luce. L’autore della grafica è Storm Thorgerson che, con il socio Aubrey “Po” Powell, componeva il team creativo noto come “Hipnosis”; entrambi erano stati compagni di stanza di Syd Barrett’s, ex leader dei Pink Floyd. A loro si devono le copertine dei vari dischi della band inglese.

Secondo quanto racconta Thorgerson, gli era stato espressamente richiesto di evitare i suoi soliti disegni. Il suo intento nel preparare le copertine dei dischi non era cercare di dire qualcosa della musica, ma provare a reinterpretarla in chiave grafica. Per “The dark side of the moon” dice che lui pensava in particolare alla follia delle canzoni, ma soprattutto alla luce, indissolubilmente legata agli spettacoli live dei Pink Floyd. Fu così che abbandonò completamente idee legate a immagini di tipo fotografico (fu bocciata una proposta con Silver Surfer, l’eroe della Marvel) per passare a simboli, icone semplici e universalmente riconoscibili.

Il triangolo, simbolo del pensiero e dell’ambizione, era un soggetto dei testi di Roger Waters.  Sviluppare dal triangolo il prisma di luce era un passo quasi obbligato. Che poi il triangolo sia un simbolo particolarmente importante nella storia dell’umanità, che il fascio di luce bianca che attraversa un prisma venga riflesso in bande colorate e che i colori delle bande siano 7… rimanda a  riflessioni collegabili a ciò che è e ciò che appare, ciò che si vede e ciò che resta celato; ai testi delle canzoni che “parlano dello stress e dell’alienazione della vita moderna, cose in cui si possono rispecchiare milioni di persone, e sentirle proprie”, come dice il batterista Nick Mason nel suo libro autobiografico sulla band.

In poche parole: una grafica basata su simboli essenziali, facilmente comprensibili a tutti. La luce bianca, somma dei colori, che trafigge il nero, assenza di colore. Non c’è immagine della band, ma attraverso i simboli la band parla al mondo. E questa copertina giocata su icone e colori è semplicemente un capolavoro mondiale!

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